Bottega del Tintoretto alla Biennale Architettura 2018 di Venezia

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Dal momento che abbiamo cercato e trovato, custodito, usato e protetto i torchi per le diverse tecniche di stampa di qualità. Torchi che hanno prodotto opere editoriali tipografiche di sapore ludico, linguistico e di divulgazione del pensiero. Dopo che per anni abbiamo sperimentato e alla fine insegnato le tecniche di lavorazione di progettazione di libri a tiratura limitata per la difficoltà esecutiva. Stampato per artisti tirature di opere grafiche.
A questo punto ci siamo chiesti se potevamo noi rifiutarci di esporre alla conoscenza altra il nostro lavoro e in una forma divulgativa priva della necessità del silenzio che avvolge il pensiero creativo.
Potevamo sottrarci al desiderio di conoscenza che da diverse parti si leva al grido: Condividiamo?
Si, potevamo. L’abbiamo fatto per anni, discretamente nascosti nel nostro antro in Fondamenta dei Mori. Luogo di antiche glorie, spazio che ha conosciuto momenti di un passato artistico dimenticato o sconosciuto ma che preserva un vago ricordo in alcune figure popolari in quella zona di Venezia che ancora parla con dialetti perduti. Potevamo ma abbiamo lasciato per un momento da parte la prudenza necessaria per aderire al progetto che ci vene proposto per questa Biennale Architettura 2018 dal Comune di Venezia e dal Laboratorio di Architettura 120 grammi che così bene ha intuito il progetto che ci distingue.
Il nostro percorso è caratterizzato da sperimentazioni, conferme, delusioni, incoraggiamenti.
Progetti editoriali con artisti, edizioni di poesia, spazi espositivi e ricreativi. Inventando e immaginando luoghi di ricerca e conpartecipazione.
Cosa ci manca ora? Uno spazio, un luogo grande, una terra fertile dove seminare il seme della conoscenza che si perde solo nella mente dei dormienti, non in quella degli artigiani/artisti, dei tipografi, dei compositori, dei proti, dei torcolieri, che sanno che la parola e l’immagine se stampata in modo penetrante si fissa ancor meglio della paura. E noi non ne abbiamo di paura.

R.M.
Bottega del Tintoretto

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