Questo non è il salottino buono rivestito di plastica

Il nome di questo progetto dal titolo brevemente ‘Wertmüllertiano’ vuole richiamare alla mente un topoi visuale comune e sorridente degli anni passati: chi di noi non ha mai visto un delizioso salottino le cui sedute erano religiosamente coperte di plastica protettiva? Una conservazione ottimale del tessuto privava però della possibilità di stare seduti comodi su divanetti e poltroncine destinati a rimanere intonsi, immacolati e ingodibili in perpetuum grazie a nonne, zie e contesse scalze zelanti; l’intenzione è quella di creare per antitesi uno spazio vissuto.

Sono stati scelti artisti orbitanti attorno alla Stamperia e che qui trovarono e trovano, un luogo, uno spazio dove poter avvantaggiarsi dei mezzi per esprimersi: dai maestri stampatori agli infiniti utensili di questo laboratorio vivo, tattile, odoroso; e non per ultimo certo, lo spazio in sè. Sia artisti affermati che non, viventi e non viventi (almeno fisicamente), nell’intenzione di comunicare la vitalità di un luogo unico. Tutti hanno mostrato una costanza, a volte vorticosa e altre volte più leggera, ma sempre seria, nel ricercare un loro linguaggio artistico. Raggiunto o meno che sia, proporlo è il modo per accendere la scintilla del ‘si può fare!’ Si può togliere la plastica dai divanetti e sedersi comodamente su meravigliosi broccati o semplici tappezzerie.

Riccardo Licata- I appuntamento

Catherine Brugnolo- II appuntamento